OMEGA-3: POTENZIALI AIUTANTI NELLA LOTTA CONTRO IL COVID?

0

Date le profonde preoccupazioni per la salute pubblica legate all’attuale pandemia da covid-19, in tutto il mondo si sta sente la necessità di identificare, con una certa urgenza, potenziali fattori preventivi per lo sviluppo di complicanze gravi e critiche, specialmente se basati sull’alimentazione, così da poter agire in anticipo e ridurre il rischio di morte.

Secondo i dati fornitoci dall’OMS alla fine del 2020, la positività al Covid-19 nell’arco dell’anno è stata diagnosticata in oltre 80 milioni di persone in tutto il mondo e oltre 1,8 milioni sono morte. Come abbiamo già accennato l’infezione da Covid-19  può causare in alcuni pazienti diversi sintomi mentre in altri casi può rimanere totalmente asintomatica nonostante la positività al virus. Tuttavia, una minoranza di pazienti può sviluppare sintomi e complicazioni molto gravi come polmonite interstiziale, shock settico, sindrome da distress respiratorio dell’adulto (ARDS), ictus, coagulazione intravascolare disseminata (DIC) e insufficienza multiorgano (MODS).

La forma più grave della malattia e quindi la morte è in parte mediata da un rapido aumento della produzione di citochine pro-infiammatorie tra cui TNF-α, IL-1β e IL-6, che porta ad una condizione definita sindrome da rilascio di citochine o “tempesta di citochine” con conseguente sviluppo di un forte stato infiammatorio.

Nello studio che intendiamo presentarvi è stato intrapreso un interessante approccio preventivo all’infezione da covid-19 con l’obiettivo di ridurre al minimo il rilascio di citochine proprio grazie agli acidi grassi della serie omega-3.

Gli acidi grassi omega-3 sono acidi grassi polinsaturi (PUFA) considerati essenziali, in particolare, il loro precursore l’acido alfa-linolenico (ALA) che non può essere sintetizzato dall’organismo, e per questo deve essere assunto per via alimentare. L’ALA lo troviamo principalmente in fonti di origine vegetale come per esempio  nei semi di lino e di chia e nelle noci, mentre il pesce azzurro come lo sgombro e le alici ma anche altri pesci come il salmone e l’orata sono ricchi di acido eicosapentaneoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA).

Questi acidi grassi presentano diverse attività biologiche tra cui la capacità di:

  • sovraregolare l’attivazione di cellule come macrofagi, neutrofili, cellule T, cellule B e cellule natural killer, giocando un ruolo importante nell’attivazione del sistema immunitario,
  • regolare la fluidità delle membrane cellulari,
  • modulare in maniera sia diretta che indiretta la risposta infiammatoria e il rilascio di citochine: EPA e DHA costituiscono i precursori di mediatori infiammatori come resolvine, protectine e maresine in grado di risolvere l’infiammazione oltre che ridurre la produzione di citochine pro-infiammatorie.

Lo studio “Blood omega-3 fatty acids and death from COVID-19: A Pilot Study” guidato dal Dr. Arash Asher e collaboratori, ha previsto la raccolta di campioni ematici di 100 soggetti con infezione accertata da covid-19, ospedalizzati presso il prestigioso Cedars-Sinai Medical Center a Los Angeles fra Aprile e Luglio 2020. Su questi campioni è stato misurato l’Omega-3 Index, ovvero un indice rappresentante la somma di EPA e DHA rispetto al totale degli acidi grassi contenuti nei globuli rossi.

Nonostante non siano ancora noti i risultati, dai primi dati ottenuti si evince che i soggetti con un Omega-3 Index basso risultano maggiormente a rischio di complicanze gravi e quindi morte per covid-19 e, al contrario, quelli con valori di Omega-3 Index elevati presentano un rischio di morire per covid-19 inferiore del 75%.

Questo studio pilota inizia quindi a supportare l’ipotesi che chi ha più EPA+DHA nel sangue possa avere forme meno gravi di COVID-19. Al momento, è stato dimostrato un legame di associazione statistica retrospettiva e sono attualmente in corso ulteriori studi per valutare la potenziale efficacia dell’integrazione con EPA+DHA su diversi aspetti dell’infezione da COVID-19.

Sebbene i risultati non siano ancora disponibili e siamo quindi ancora alla ricerca di un trattamento definitivo, sono buoni i presupposti che questi acidi grassi possano costituire un valutabile approccio profilattico e terapeutico sicuro e relativamente economico per coloro considerati ad alto rischio. Ovviamente ci teniamo molto a dire che nessun alimento o nutriente da  solo è miracoloso, ma è l’insieme di una sana alimentazione e un corretto stile di vita che possono contribuire a mantenerci forti e in salute!

Facci sapere se ti è piaciuto, contattaci per qualsiasi informazione alla mail: [email protected] oppure sui nostri social: FacebookInstagram ! Inoltre vieni al nostro shop per conoscere tutti i prodotti IoBoscoVivo!!

BIBLIOGRAFIA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Open chat
Hai bisogno di aiuto?